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Diritto di crescere IN Famiglia – Difendersi dalla Filiera Psichiatrica

Diritto di crescere IN Famiglia – Difendersi dalla Filiera Psichiatrica

Questo è il secondo articolo di una guida (disponibile anche sul gruppo Facebook Io sto con i bambini strappati) ed è tratto dall’esperienza diretta con i casi.

Per una comprensione completa della Filiera Psichiatrica, si consiglia di leggere il libro “La Filiera Psichiatrica in Italia da Basaglia a Bibbiano e fino al tempo del Coronavirus” di Vincenza Palmieri.

Diritto di crescere IN famiglia

“IL MINORE HA DIRITTO DI CRESCERE ED ESSERE EDUCATO NELL’AMBITO DELLA PROPRIA FAMIGLIA.” (Articolo 1 della legge 149/2001)Il diritto è *** DEL BAMBINO *** !!!

Questo è il principio ispiratore della legge !La sottrazione del bambino dalla famiglia è una EXTREMA RATIO !!! (Extrema ratio – Espressione latina con il significato di «ultima soluzione, estremo rimedio», a cui si ricorre quando non vi siano altre vie d’uscita, e che può quindi spesso essere la soluzione più dolorosa o PIÙ VIOLENTA)

Tutte le persone coinvolte: psicologi, psichiatri, assistenti sociali, avvocati, giudici, mamme, papà e parenti devono fare DI TUTTO per evitare una “soluzione violenta” come la sottrazione dei bambini alla sua famiglia e ai suoi affetti.

Alcuni GURU psichiatrici hanno diffuso in Italia una cultura dell’allontanamento di matrice psichiatrica. Questa pseudocultura è stata diffusa persino a livello universitario, nei tribunali, negli uffici dei servizi territoriali. Come è successo nella Germania Nazista in cui è stata propagandata la teoria psichiatrica eugenetica che ha portato all’olocausto, in Italia sono state propagate delle tesi contrarie al principio ispiratore della legge.

Non è un caso che in Italia 40.000 bambini siano stati strappati alle famiglie !!!Il “clima culturale” per la violazione dei Diritti dei Bambini è stato creato da poche persone che lo hanno diffuso alacremente.

È essenziale quindi ricercare la condivisione di tutti e continuare a ricercare l’accordo di tutti sul principio che IL MINORE HA DIRITTO DI CRESCERE ED ESSERE EDUCATO NELL’AMBITO DELLA PROPRIA FAMIGLIA.

Potrebbe apparire scontato e molto probabilmente tutti vi diranno, a parole, che la pensano così, ma queste parole devono tradursi in pratica.

Ogni sforzo dovrebbe essere volto a mantenere i figli in famiglia o con i parenti fino al quarto grado, o a far rientrare i figli in famiglia.

Purtroppo i cattivi insegnamenti dei GURU hanno fatto presa su alcuni operatori e quindi nel corso di TUTTI gli incontri RIPETETE AMENO CINQUE VOLTE che IL MINORE HA DIRITTO DI CRESCERE ED ESSERE EDUCATO NELL’AMBITO DELLA PROPRIA FAMIGLIA.

Non abbiate paura di sembrare ripetitivi. Se vi accusano di essere ripetitivi potete replicare che vi state assicurando che gli insegnamenti di certi GURU PSICHIATRICI non danneggino i vostri figli e che il diritto del MINORE DI CRESCERE ED ESSERE EDUCATO NELL’AMBITO DELLA PROPRIA FAMIGLIA sia garantito fino in fondo.

Se pensate che non si stia lavorando sinceramente in direzione del garantire questo diritto dei bambini da parte di tutte le persone coinvolte, dovreste cercare di ottenere l’accordo della persona (o persone) coinvolta chiarendolo direttamente con lui/lei, rivolgendosi al suo superiore, e così via finché non capisce concretamente che IL MINORE HA DIRITTO DI CRESCERE ED ESSERE EDUCATO NELL’AMBITO DELLA PROPRIA FAMIGLIA.

L’intenzione di MANTENERE IL BAMBINO IN FAMIGLIA dovrebbe manifestarsi in atti e azioni concrete. Insistendo sul principio che IL MINORE HA DIRITTO DI CRESCERE ED ESSERE EDUCATO NELL’AMBITO DELLA PROPRIA FAMIGLIA si chiede solamente l’applicazione della legge e dei diritti dei bambini.

"Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante «Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori», nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile"
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«Art. 1. – 1. Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia.


    2. Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto.

    3. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie competenze, sostengono, con idonei interventi, nel rispetto della loro autonomia e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, i nuclei familiari a rischio, al fine di prevenire l’abbandono e di consentire al minore di essere educato nell’ambito della propria famiglia. Essi promuovono altresì iniziative di formazione dell’opinione pubblica sull’affidamento e l’adozione e di sostegno all’attività delle comunità di tipo familiare, organizzano corsi di preparazione ed aggiornamento professionale degli operatori sociali nonché incontri di formazione e preparazione per le famiglie e le persone che intendono avere in affidamento o in adozione minori. I medesimi enti possono stipulare convenzioni con enti o associazioni senza fini di lucro che operano nel campo della tutela dei minori e delle famiglie per la realizzazione delle attività di cui al presente comma.

    4. Quando la famiglia non è in grado di provvedere alla crescita e all’eduzione del minore, si applicano gli istituti di cui alla presente legge.

    5. Il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell’ambito di una famiglia è assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua, di religione e nel rispetto della identità culturale del minore e comunque non in contrasto con i princìpi fondamentali dell’ordinamento» 
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I bambini strappati hanno il Diritto di crescere IN famiglia