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Diritto di crescere IN Famiglia - Piemonte

Per il DIRITTO dei BAMBINI del Piemonte alla PROPRIA FAMIGLIA

Per il DIRITTO dei BAMBINI del Piemonte alla PROPRIA FAMIGLIA

Autorità di Tutela dei Minori

Ill.mo Presidente Commissione Parlamentare per l'Infanzia e l'Adolescenza
Sen. Ronzulli Licia
com.infanzia@camera.it

Ill.mo Presidente Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere
Sen. Valente Valeria
commissione.femminicidio@senato.it

Ill.mo Presidente Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori
On. Cavandoli Laura
com.affidominori@camera.it

Ill.ma Garante Infanzia e Adolescenza Nazionale
Dott.ssa Carla Garlatti
segreteria@garanteinfanzia.org

Ill.ma Garante dell’Infanzia ed Adolescenza
Avv. Ylenia Serra
garante.infanzia@cr.piemonte.it

Ill.mo Presidente della Regione Piemonte
Dott. Alberto Cirio
presidenza@regione.piemonte.it

Ill.mo Assessore alle Politiche della Famiglia e dei Bambini
Dott.ssa Chiara Caucino
assessore.caucino@regione.piemonte.it

Per il DIRITTO dei BAMBINI del Piemonte alla PROPRIA FAMIGLIA

Premesso che

gli estensori della Convenzione sui Diritti del Fanciullo di New York del 1989 si dichiarano “convinti che la famiglia, unità fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli, deve ricevere la protezione e l’assistenza di cui necessita per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività”;
la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dichiara all’articolo 16 che “La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”.

Visto e considerato che

Il Comitato per i Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite nelle Osservazioni conclusive sulla quinta e sesta relazione combinata periodica dell'Italia del 29 febbraio 2019, tra le varie raccomandazioni, ha chiesto all’Italia di:

(c) Garantire che la rimozione di bambini dalla famiglia, compresi quelli con disabilità, sia consentita in ogni singolo caso SOLO DOPO UN'ATTENTA VALUTAZIONE del migliore interesse, e che sia efficacemente monitorata;
(d) Adottare misure per ampliare il sistema di affido per i bambini che non possono stare con le loro famiglie, al fine di ANDARE OLTRE L'ISTITUZIONALIZZAZIONE dei bambini;
(e) Istituire un REGISTRO NAZIONALE dei minori privati di un ambiente familiare, sulla base di criteri uniformi.

Considerato che

il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia (CISMAI), è un’associazione PRIVATA che raccoglie Centri e Servizi diffusi su tutto il territorio nazionale;
il CISMAI si occupa di formazione ed è rappresentato in Piemonte da questi associati: Cappuccetto Rosso, CISAP Consorzio Intercomunale dei Servizi alla Persona Comuni di Collegno e Grugliasco, Comune di Torino Direzione Centrale Politiche Sociali e Rapporti con Aziende, Cooperativa Paradigma SCS, Dare Voce al Silenzio Onlus, Il Melo Centro Studi per la cura del bambino e della famiglia, Valpiana SCS, Casa Famiglia Spirito Santo, CISSABO.

Visti

il Programma P.I.P.P.I. di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione;
il Progetto Aiutiamo i Bambini e le Famiglie a Casa Loro #aiutiamoliacasaloro.

Visti

il disegno di legge “Allontanamento Zero: interventi a sostegno della genitorialità e norme per la prevenzione degli allontanamenti” approvato il 22 novembre 2019 dalla Giunta regionale del Piemonte;
la deliberazione del 22 dicembre 2020, n. 117 – 20053 Approvazione relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva sul sistema regionale di segnalazione e presa in carico dei casi di abuso e maltrattamento sui minori, di allontanamento dai nuclei familiari di appartenenza e della collocazione in comunità o affido.

Visto e considerato che

in Piemonte, a partire dall’anno 1996 con il dramma di Sagliano Micca (Biella), si anticipa una serie di parallelismi e collegamenti con i recenti fatti di Bibbiano e il “caso Veleno” con alcuni dei nomi degli indagati di oggi, che sono gli stessi dei protagonisti della vicenda giudiziaria dell’epoca;
recentemente uno degli indagati, Claudio Foti, psicoterapeuta e fondatore del Centro Hansel e Gretel, è stato condannato in primo grado nell’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi di Bibbiano;
è innegabile che Claudio Foti e il Centro Hansel e Gretel abbiano svolto per decenni attività di formazione nel campo della tutela minorile piemontese.

Visto e considerato che

abbiamo notizia di sottrazioni di bambini piemontesi ingiustificate o persino illecite provenienti sia da attendibili organi di stampa sia da documenti parlamentari e locali;
abbiamo notizia della pratica del reset attuata sui bambini piemontesi come riferito da attendibili organi di stampa e da documenti parlamentari;
abbiamo notizia di affidi “sine die” che diventano vere e proprie adozioni mascherate in cui appare che alcune figure professionali si impegnino più ad allontanare il minore dalla propria famiglia d’origine che non ad avvicinarlo;
abbiamo notizia di figure professionali in possibile conflitto di interesse in maniera diretta o trasversale come riferito da attendibili organi di stampa e da documenti parlamentari e locali.

PERTANTO CHIEDIAMO

– che per quanto di competenza della Regione Piemonte vengano attuate le raccomandazioni del Comitato per i Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite, e che la Regione si attivi affinché tali raccomandazioni siano implementate anche a livello nazionale;
– che per quanto di competenza della Regione Piemonte vengano attuate le Convenzioni Internazionali sui Diritti dei Bambini in particolare per la prevenzione dell’istituzionalizzazione TRAMITE LO STORNO DELLE RISORSE attualmente destinate alle strutture residenziali verso progetti di aiuto delle famiglie e dei bambini A CASA LORO e verso la chiusura delle strutture residenziali per minori;
– che le strutture “case famiglia” del Piemonte siano soggette ad intensivi controlli ed ispezioni, senza alcun preavviso, da parte degli organi regionali preposti, senza che possano nascondersi dietro il “diritto alla privacy” per evitare tali controlli;
– che vengano riviste scrupolosamente tutte le vicende piemontesi dei bambini “strappati” ai loro genitori naturali al fine di garantire, ove possibile, il loro diritto a crescere ed essere educati nell’ambito della loro famiglia;
– che vengano sentite le “vittime” di tali vicende, direttamente o tramite le associazioni che le rappresentino.

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Ill.mo Presidente Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza
 Sen. Ronzulli Licia
com.infanzia@camera.it
Ill.mo Presidente della Regione Piemonte
Dott. Alberto Cirio
presidenza@regione.piemonte.it
Ill.mo Presidente Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio,
nonché su ogni forma di violenza di genere
Sen. Valente Valeria
commissione.femminicidio@senato.it
Ill.mo Assessore alle Politiche della Famiglia e dei Bambini
Dott.ssa Chiara Caucino
assessore.caucino@regione.piemonte.it
Ill.mo Presidente Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività
connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori
On. Cavandoli Laura
com.affidominori@camera.it
Ill.ma Garante Infanzia e Adolescenza Nazionale
Dott.ssa Carla Garlatti
segreteria@garanteinfanzia.org
 Ill.ma Garante dell’Infanzia ed Adolescenza
Avv. Ylenia Serra
 garante.infanzia@cr.piemonte.it

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alla PROPRIA FAMIGLIA

Premesso che

gli estensori della Convenzione sui Diritti del Fanciullo di New York del 1989 si dichiarano “convinti che la famiglia, unità fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli, deve ricevere la protezione e l’assistenza di cui necessita per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività”;

la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dichiara all’articolo 16 che “La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”.

Visto e considerato che

Il Comitato per i Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite nelle Osservazioni conclusive sulla quinta e sesta relazione combinata periodica dell’Italia del 29 febbraio 2019, tra le varie raccomandazioni, ha chiesto all’Italia di:

(c) Garantire che la rimozione di bambini dalla famiglia, compresi quelli con disabilità, sia consentita in ogni singolo caso SOLO DOPO UN’ATTENTA VALUTAZIONE del migliore interesse, e che sia efficacemente monitorata;

(d) Adottare misure per ampliare il sistema di affido per i bambini che non possono stare con le loro famiglie, al fine di ANDARE OLTRE L’ISTITUZIONALIZZAZIONE dei bambini;

(e) Istituire un REGISTRO NAZIONALE dei minori privati di un ambiente familiare, sulla base di criteri uniformi.

Considerato che

il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia (CISMAI), è un’associazione PRIVATA che raccoglie Centri e Servizi diffusi su tutto il territorio nazionale;

il CISMAI si occupa di formazione ed è rappresentato in Piemonte da questi associati: Cappuccetto Rosso, CISAP Consorzio Intercomunale dei Servizi alla Persona Comuni di Collegno e Grugliasco, Comune di Torino Direzione Centrale Politiche Sociali e Rapporti con Aziende, Cooperativa Paradigma SCS, Dare Voce al Silenzio Onlus, Il Melo Centro Studi per la cura del bambino e della famiglia, Valpiana SCS, Casa Famiglia Spirito Santo, CISSABO.

Visti

il Programma P.I.P.P.I. di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione;

il Progetto Aiutiamo i Bambini e le Famiglie a Casa Loro #aiutiamoliacasaloro.

Visti

il disegno di legge “Allontanamento Zero: interventi a sostegno della genitorialità e norme per la prevenzione degli allontanamenti” approvato il 22 novembre 2019 dalla Giunta regionale del Piemonte;

la deliberazione del 22 dicembre 2020, n. 117 – 20053 Approvazione relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva sul sistema regionale di segnalazione e presa in carico dei casi di abuso e maltrattamento sui minori, di allontanamento dai nuclei familiari di appartenenza e della collocazione in comunità o affido.

Visto e considerato che

in Piemonte, a partire dall’anno 1996 con il dramma di Sagliano Micca (Biella), si anticipa una serie di parallelismi e collegamenti con i recenti fatti di Bibbiano e il “caso Veleno” con alcuni dei nomi degli indagati di oggi, che sono gli stessi dei protagonisti della vicenda giudiziaria dell’epoca;

recentemente uno degli indagati, Claudio Foti, psicoterapeuta e fondatore del Centro Hansel e Gretel, è stato condannato in primo grado nell’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi di Bibbiano;

è innegabile che Claudio Foti e il Centro Hansel e Gretel abbiano svolto per decenni attività di formazione nel campo della tutela minorile piemontese.

Visto e considerato che

abbiamo notizia di sottrazioni di bambini piemontesi ingiustificate o persino illecite provenienti sia da attendibili organi di stampa sia da documenti parlamentari e locali;

abbiamo notizia della pratica del reset attuata sui bambini piemontesi come riferito da attendibili organi di stampa e da documenti parlamentari;

abbiamo notizia di affidi “sine die” che diventano vere e proprie adozioni mascherate in cui appare che alcune figure professionali si impegnino più ad allontanare il minore dalla propria famiglia d’origine che non ad avvicinarlo;

abbiamo notizia di figure professionali in possibile conflitto di interesse in maniera diretta o trasversale come riferito da attendibili organi di stampa e da documenti parlamentari e locali.

PERTANTO CHIEDIAMO

– che per quanto di competenza della Regione Piemonte vengano attuate le raccomandazioni del Comitato per i Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite, e che la Regione si attivi affinché tali raccomandazioni siano implementate anche a livello nazionale;

– che per quanto di competenza della Regione Piemonte vengano attuate le Convenzioni Internazionali sui Diritti dei Bambini in particolare per la prevenzione dell’istituzionalizzazione TRAMITE LO STORNO DELLE RISORSE attualmente destinate alle strutture residenziali verso progetti di aiuto delle famiglie e dei bambini A CASA LORO e verso la chiusura delle strutture residenziali per minori;

– che le strutture “case famiglia” del Piemonte siano soggette ad intensivi controlli ed ispezioni, senza alcun preavviso, da parte degli organi regionali preposti, senza che possano nascondersi dietro il “diritto alla privacy” per evitare tali controlli;

– che vengano riviste scrupolosamente tutte le vicende piemontesi dei bambini “strappati” ai loro genitori naturali al fine di garantire, ove possibile, il loro diritto a crescere ed essere educati nell’ambito della loro famiglia;

– che vengano sentite le “vittime” di tali vicende, direttamente o tramite le associazioni che le rappresentino.

Diritto dei Bambini del Piemonte a crescere IN Famiglia